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mercoledì 31 marzo 2010

Serate Interculturali 2010: Solidarietà e Coraggio Civile

Interkulturelle Abende 2010: Solidarität und Zivilcourage


Auch dieses Jahr lädt der Sozialsprengel Unterland in Zusammenarbeit mit dem Fachkreis für Interkulturalität Unterland zu 2 Abenden der Interkulturellen Begegnung im Kleinen Theater Aurora.

Diese Abende werden im Rahmen der Aktionstage Politischer Bildung 23.04. – 09.05.2010 der Autonomen Provinz Bozen organisiert und finden am 29. und 30. April 2010 im Kleinen Theater Aurora in Auer statt.

Dieses Jahr soll besonders auf das Thema „Frauen, Gesundheit und Migration“ eingegangen werden, sowie ein Hilfsprojekt Südtiroler Musiker vorgestellt werden, welches in Kenia umgesetzt wurde.

Am ersten Abend werden somit dieses Jahr Elisa Pavone und Valeria Vanni ihr Buch "In Sospensione tra due mondi. Storie di donne migranti" in Form eines Theaterstückes vorstellen. Anschließend soll besonders das Thema der weiblichen Gesundheit und Immigration in den Vordergrund gerückt werden, welches derzeit ein brisantes Thema ist, besonders in Bezug auf Präventionsmedizin und Informationsaustausch. Hierzu wurden zahlreiche Experten aus Fachbereichen der Medizin und Immigration, sowie direkt Betroffene eingeladen. Ebenso soll der Abend genutzt werden um entsprechende Dienste vorzustellen.

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Anche quest’anno il distretto sociale Bassa Atesina in collaborazione con il Gruppo Tematico

Intercultura Bassa Atesina invita a 2 serate d’incontro Interculturale nel Piccolo Teatro Aurora.

L’iniziativa rientra tra le manifestazioni organizzate dalla Provincia Autonoma -“Verso una cittadinanza

attiva 23.04-9.05. 2010” e si svolgeranno giovedì 29 aprile 2010 e venerdì 30 aprile 2010

presso il piccolo teatro Aurora, Stazione di Ora.


Nella prima serata verranno presentati alcuni brani teatrali tratti dal testo
"In sospensione tra due mondi. Storie di donne migranti" di Elisa Pavone e Valeria Vanni, cui fará seguito un dibattito sul tema della prevenzione della salute delle donne e in particolare delle donne immigrate.

Saranno presenti medici, esperti del settore medico e dell’ immigrazione, e, naturalmente le donne interessate, alle quali saranno fornite anche tutte le informazioni sui servizi a loro disposizione.

La seconda serata sarà dedicata al progetto di solidarietá “ Musicisti sudtirolesi in Kenya”.

martedì 23 marzo 2010

Lega vuole chiusura ambulatori medici che assistono immigrati irregolari. Fazio: ok

La chiusura degli ambulatori per gli immigrati irregolari e' una decisione 'da prendere a livello locale. Quello che e' essenziale e' che tutti gli ammalati potenziali, in un modo o nell'altro, devono essere curati dal nostro servizio sanitario'.
Parola del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che cosi', ieri, a Trieste, e' intervenuto nella polemica che da mesi divampa in Friuli Venezia Giulia sull'assistenza agli immigrati non in regola.
'Io - ha aggiunto Fazio - non credo che la decisione di chiudere gli ambulatori per i clandestini vada a inficiare' la possibilita' di accesso alle cure da parte di tutti. 'Credo che sia solo una modalita' di gestione'.
L'intervento di Fazio, invece di spegnere la polemica, l'ha riaccesa perche' al ministro ha subito replicato l'europarlamentare Debora Serracchiani, segretaria del Pd in Friuli Venezia Giulia. 'E' grave liquidare una questione di diritti fondamentali e di salute pubblica con una formula burocratica. Ci sono casi in cui si dovrebbero anteporre le responsabilita' sociali e istituzionali alle appartenenze e alle alleanze politiche, soprattutto quando sono in gioco vite umane'.
Quella di oggi e' solo l'ultima puntata di una polemica scoppiata nei mesi scorsi dopo l'indicazione data dall'assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, al direttore dell'Ass 6 Friuli Occidentale, di proseguire nei servizi erogati negli ambulatori per gli immigrati non in regola.
L'assessore e' stato subito contestato dalla Lega Nord, alleata nella Giunta di Centrodestra del Friuli Venezia Giulia, che, con una mozione del suo capogruppo in Consiglio regionale, Danilo Narduzzi, ha chiesto alla Giunta regionale di disporre la chiusura degli ambulatori per gli immigrati irregolari e ha abbandonato il tavolo di maggioranza sul nuovo Piano socio-sanitario quando Kosic ha ricordato che 'ci sono norme del Parlamento che siamo tenuti a rispettare'.
La Lega ha anche chiesto alle cinque Procure della regione di verificare eventuali profili penali nella condotta di coloro che forniscono le prestazioni mediche agli immigrati.
Un punto di mediazione nella maggioranza e' stato raggiunto nei giorni scorsi con l'assessore Kosic pronto 'a sottoscrivere atti d'indirizzo' ma 'non aspetti tecnico-gestionali' sugli ambulatori per gli immigrati irregolari. In attesa del parere dell'Avvocatura regionale, il documento d'indirizzo dovrebbe definire dei 'paletti' per far si' che gli ambulatori non diventino - come sostiene la Lega - delle corsie preferenziali nell'accesso al servizio sanitario.

lunedì 9 novembre 2009

Testimonianza della storia ed attività dei GrIS

ALTO ADIGE – SÜDTIROL (Anna Chissalè e Max Benedikter).
Localmente esiste la difficoltà culturale ad accettare il diverso anche solo tra le persone di madrelingua italiana e madrelingua tedesca. Dopo 3-4 riunioni si è stabilito che al GrIS si partecipa solo a titolo personale (anche le associazioni): per come è gestito l’Alto Adige garantisce autonomia dalle istituzioni (SVP – partito di raccolta tedesco - ha maggioranza assoluta). Ci sono stati saltuari attacchi politici poichè pochè la destra è largamente rappresentata (solo il 14% sono verdi e PD). Si è comunque organizzato il “noi non segnaliamo day” che ha avuto un ottimo impatto mediatico ed informativo. In sede vi è la “rete dei diritti dei senza voce”
costituita da persone immigrate e con contesto culturale di immigrazione che vogliono promuovere una visibilità positiva del fenomeno migratorio. Non c’è attualmente una normativa specifica, ma solo circolari. A Bolzano nessuno sa cos’è la SIMM. Si è aperto un canale con l’Assessorato alla Sanità, che ha dimostrato interesse a conoscere il GrIS e collaborare in futuro.
Portavoce: Anna Chissalè: gris.altoadige@simmweb.it

LAZIO (Margherita Sestieri).
E’ il primo GrIS attivato, dalla fine del 1995. Dall’esigenza di pochi è diventato una consolidata rete di esperienze e competenze con oltre 60 gruppi coinvolti formalmente e sostanzialmente rappresentati. Ha attivato tre gruppi di lavoro specifici sui Rom/Sinti, sui rifugiati e, da ultimo, sulla sanità pubblica. Attualmente sono rappresentate tutte le Aziende sanitarie e le più significative associazioni di volontariato e privato sociale con specifica esperienza. Si è notata nel tempo una esigenza maggiore di rete tra le strutture pubbliche che tra il volontariato (inizialmente tra i più motivati ed impegnati): probabilmente da leggere nella trasformazione degli attori sociali e del maggior protagonismo della cooperazione sociale spesso impegnata su specifici progetti (a tempo) e più attenti a problemi contingenti che a strategie a medio/lungo tempo (come sono le politiche sanitarie).
Da considerare che anche enti locali hanno fatto formale richiesta di partecipazione al GrIS con enorme facilitazione del far pervenire proposte e istanze nelle giuste sedi ed ottenere pronte risposte.
Portavoce: Filippo Gnolfo/Salvatore Geraci (facente funzione): gris.lazio@simmweb.it

EMILIA ROMAGNA (Chiara Bodini e Mauro Palazzi).
Il GrIS è stato avviato nel marzo 2009 su sollecitazione di Geraci in un territorio in cui c’è gran ricchezza di esperienze. Al momento la mailing list conta 150 iscritti, ma partecipano agli incontri circa 30 persone. Per il “noi non segnaliamo day” sono state organizzate diverse iniziative. Per quanto riguarda i rapporti con l’Assessorato, è stato coinvolto sia con la circolare ENI sia per quella sul divieto di segnalazione. Il privato sociale è rappresentato in maniera minoritaria, al momento.
Gli altri partecipanti, anche se dipendenti di servizi pubblici, sono motivati da un interesse “personale”, appartengono a realtà esistenti da molto e ben strutturate, ma mancano comunicazione e fattiva collaborazione istituzionale (tentazione di autoreferenzialità “da primi della classe”): per questo il GrIS potrebbe essere occasione di lavoro insieme e progettualità comune.
Riferimenti: Mauro Palazzi/Chiara Bodini: gris.emiliaromagna@simmweb.it

TRENTINO (Betty Cescatti).
Il GrIS Trentino si è costituito nel 2004 come Unità Operativa Territoriale della Società Italiana Medicina delle Migrazioni. Hanno aderito istituzioni pubbliche (Centro di Salute Mentale di Trento, Unità Operativa 1 di Psicologia Clinica, Servizio Attività Sociali del Comune di Trento),
cooperative del privato sociale, associazioni di immigrati, operatori di vari Servizi pubblici.
Incontri: mensili ogni 2° martedì del mese. Fin dall’inizio ha promosso attività di formazione congiunta per operatori socio-sanitari che si occupano della salute degli immigrati, tra cui Corsi per Operatori Sociali e Sanitari sulle problematiche dell’immigrazione, un Corso sulla Salute delle donne immigrate, un Corso rivolto agli Assistenti Sociali sulle problematiche dell’immigrazione con incarico ricevuto dal Dipartimento Provinciale Politiche Sociali e del Lavoro della Provincia.
Il GrIS, nella precedente legislatura, ha ottenuto l’istituzione di un Tavolo di Lavoro sugli immigrati, a cui partecipavano gli Assessorati alla Salute e alle Politiche sociali della Provincia e del Comune di Trento, e l’Azienda Sanitaria Provinciale.
Dopo il rinnovo della Giunta Provinciale (autunno 2008) ha aggiornato il Documento d’Intesa sulla Salute degli Immigrati e dei senza fissa dimora in Trentino con la condivisione
dell’Ordine dei Medici, del Collegio delle Ostetriche, del Collegio degli Infermieri Professionali, dell’Ordine degli Assistenti Sociali e degli Psicologi. Su questa base sta negoziando la riapertura del Tavolo di Lavoro. In collaborazione con gli Ordini Professionali ha inviato una lettera agli Assessori e al Presidente della Giunta Provinciale per chiedere la divulgazione del divieto di segnalazione all’interno delle strutture sanitarie. Per il momento non è stata ottenuta risposta .
Problema dei finanziamenti: a partire dal 13 luglio 2009 abbiamo costituito l’Associazione Gr.I.S. Trentino onlus per poter chiedere direttamente dei finanziamenti per attività formative. Possiamo così ricevere direttamente i finanziamenti dagli Enti pubblici, erogare gli ECM e autofinanziarci chiedendo di devolvere il 5 per mille dalla dichiarazione dei redditi (dal 2010) e raccogliendo le quote dei soci iscritti (10 euro per i singoli e 20 euro per le associazioni).
Come criticità segnaliamo che la partecipazione è limitata agli operatori della città di Trento e non al resto della Provincia, la partecipazione degli immigrati è in genere relativamente scarsa (ad eccezione della Comunità Islamica e delle Associazioni di mediatori LC).
Portavoce: Betty Cescatti: gris.trentino@simmweb.it

FRIULI VENEZIA GIULIA (Guglielmo Pitzalis).
Il GrIS è nato dalla frequentazione dei suoi componenti alla SIMM ed al Master sull’immigrazione a Roma (MEMP) e dal lungo e articolato lavoro svolto negli anni scorsi con l'"osservatorio regionale per la salute dei migranti", che rischiava di andare disperso dopo l'abolizione della legge regionale sull'immigrazione conseguente all'insediamento della
nuova giunta regionale. In Regione tutta la sanità è pubblica; il privato- sociale è presente solo in campo assistenziale. Nella attività svolta in questi anni e nei programmi futuri resta importante il sostegno e il ruolo dei mediatori. Vi sono realtà diverse nelle varie provincie e in alcune sono attivi protocolli d'intesa fra enti locali e associazioni. C’è inoltre a livello regionale una "rete di cittadinanza" che raccoglie singoli e associazioni impegnati a contrastare le attuali politiche regionali contro l’immigrazione e a diffondere una cultura dei diritti e della inclusione. La tradizione di politiche sull’immigrazione è ricca, in parte vanificata dal nuovo assetto politico regionale. Si cercherà di ripartire “dal basso” (comunità locali, enti locali, provincia, aziende sanitarie) per costruire quella rete che fino a poco tempo fa era rete istituzionale e di
impegnarsi in attività di formazione e sensibilizzazione.
Portavoce: Guglielmo Pitzalis: gris.friuliveneziagiulia@simmweb.it

SICILIA (Simona La Placa).
L’idea di costituire la sezione regionale è stata sollecitata, nel 2005-2006, dal GrIS Lazio (Donatella D’Angelo e Maria Edoarda avevano fatto un giro per Palermo ed erano rimaste
colpite dal fatto che non si lavorasse in collaborazione). Fino allo scorso anno si facevano incontri itineranti, ma la regione è grande…
Per lo scambio di informazioni si utilizza la mailing list. A parte un ospedale di Palermo ed uno di Catania non ci sono state, al momento altre adesioni formali malgrado l’invio ai di una lettera ai Direttori generali di Aziende ed ospedali per chiederne l’adesione.
Partecipano volontariato e mediatori: c’è sempre gente diversa e spesso si perde tempo a presentarsi; si sono creati dei gruppi di lavoro e il vero slancio è arrivato con la campagna “noi non segnaliamo” alla quale hanno risposto in tanti (associazioni di volontariato, alcune Aziende, l’ordine dei medici…)
Riferimenti: Simona La Placa/Fortunato Miceli: gris.sicilia@simmweb.it

PIEMONTE (Luisa Mondo e Margherita Busso).
Costituito il 13 gennaio 2009 con base forte del gruppo di coordinamento dei centri ISI e i referenti dei medesimi, con forte presenza del privato sociale e dei mediatori.
Gli incontri avvengono nella sede dell’assessorato e, in seguito alla campagna “noi non segnaliamo” le adesioni sono in aumento. Si comunica tramite mailing list e vi sono 4 gruppi di lavoro (salute, lavoro, normativa, comunicazione).
Riferimenti: Luisa Mondo/Mauro Zaffaroni: gris.piemonte@simmweb.it

VENETO (Alessandra Cecchetto e Marco Baldini).
Nato nell’ottobre 2008 da soggetti ce hanno fatto il Master Memp a Roma. Ha mailing list con 100 contatti. Sono iscritte 7 persone e 3 strutture: sono rappresentate 5 province su 7.
La criticità è nel sovraccarico di lavoro dei soci storici, tanto da non aver la forza di agire con il “noi non segnaliamo day”. Inoltre, alcuni Direttori generali o sanitari non partecipano alle iniziative e per alcuni colleghi il tema salue ed immigrazione non è prioritaria.
Molte associazioni si occupano di immigrazione, ma non si sono, per adesso, unite al GrIS che di fatto ancora deve consolidare la propria identità.
Portavoce: Licia Scandamburlo: gris.veneto@simmweb.it

LOMBARDIA (Pierfranco Olivani).
Sono in 6 alla riunione romana ma il GrIS Lombardia ha ancora vita difficile. Il dr. Olivani narra le avventure di Formigonio di Bossico e Pierfranco il suturatore ….
In Lombardia se l’irregolare accede all’urgenza e va tutto bene, ma la medicina di base non esiste: gli ambulatori di base li fa solo il volontariato (soltanto a Brescia c’è un ambulatorio all’interno dell’università e qualcosa si muove all’ospedale San Paolo).
Il problema è che alla specialistica non accettano le ricette “bianche“.
Il GrIS si riunisce ogni 30-45 giorni con l’obiettivo di definire con la Regione le modalità per prescrivere esami diagnostici, visite specialistiche e farmaci (ottenere il ricettario rosso): in questo caso non essere singoli, ma GrIS dà forza nella contrattazione con la Regione (rappresentano 7 province).
Riferimenti: Pierfranco Olivani/Graziella Sacchetti: gris.lombardia@simmweb.it

SARDEGNA (Francesca Ena).
La nuova coordinatrice nel dubbio tra una comunicazione pessimista ed una ottimista opta per l’agrodolce: messi bene non sono, ma sono stati anche peggio. Da loro vi sono ampie differenze territoriale. Ed esempio si cerca di insegnare agli STP il rispetto della legge e dei diritti (non prescrivere un farmaco per un bimbo al cuginetto regolare…). I vantaggi del GrIS sono il rinforzo della rete e del senso di appartenenza, la visone globale della mappa della rete, la progettualità coordinata (con massimo rendimento delle risorse), il valore aggiunto nelle relazioni con le istituzioni malgrado la mancanza di referenti istituzionali ed il lavoro dentro le rispettiva ASL di appartenenza.
Portavoce: Francesca Ena: gris.sardegna@simmweb.it



martedì 29 settembre 2009

Mercoledì 16 settembre 2009 a Roma incontro dei rappresentanti dei GrIS






Partecipanti alla riunione dei GrIS per "una rete di reti". Sono presenti rappresentanti dei GrIS Lazio, Sicilia, Veneto, Emilia Romagna, Fiuli Venezia Giulia, Piemonte, Sardegna, Alto Adige, Trentino, Lombardia; soci della Liguria (Glis), Toscana e Puglia.

venerdì 22 maggio 2009

Infermiere straniere nell'Alto Adige


Vi vogliamo presentare una pubblicazione dell'Osservatorio Provinciale sulle Immigrazioni:


FABBISOGNO DI INFERMIERI E RISPOSTA DEI FLUSSI DI IMMIGRAZIONE


Nel corso degli anni 90 in Italia si evidenzia un serio deficit nell’offerta di infermieri. La situazione è talmente grave che nel 2005 il governo emana un decreto per autorizzare la riassunzione degli infermieri andati in pensione e i contratti di lavoro a tempo determinato di un anno o il pagamento, con tariffe libero professionali, delle prestazioni extra-orario di chi è in ruolo.
La risposta che ha più successo è tuttavia l’apertura delle frontiere agli immigrati stranieri. Il flusso immigratorio riesce a tamponare temporaneamente l’emergenza ed inizia una nuova fase nella quale la presenza di infermieri immigrati diventa strutturale a livello nazionale ed anche in Alto Adige. Come dato significativo ricordiamo che l’Ipasvi (Ordine degli infermieri) locale aveva a novembre 2007 4.385 iscritti, tra i quali 793 stranieri, un rispettabile 18,1%.

titolo: Fabbisogno di infermieri e risposta dei flussi di immigrazione
autori: Miguel Angel García, Pietro Pinto
contenuto: rapporto dell'indagine realizzata nel 2008 nell'Alto Adige
dimensioni: 202 pagine, 1,08 MB nella versione digitale pdf
edizione cartacea: Osservatorio Provinciale sulle immigrazioni, Bolzano 2009, versioni in italiano e in tedesco
parole chiave: infermieri sanità immigrazione flussi lavoro


Ulteriori informazioni sul tema:

Infermieri trasfusioni dal sud



martedì 17 marzo 2009

NOI NON SEGNALIAMO DAY

Oggi alle ore 15 ci sará una conferenza stampa all'Ospedale di Bolzano organizzata dal GrIS Alto Adige, OMCeO Alto Adige, Collegio provinciale degli infermieri, ecc.

Dalle ore 10 alle ore 18 ci sará un Gazebo informativo al Ponte Talvera lato "Theiner" organizzato dal GrIS Alto Adige, Comitato delle Associazioni Immigrati e la Rete dei Diritti dei Senzavoce.

sabato 28 febbraio 2009

L'ordine dei medici: sanzionabile chi denuncia i clandestini

Una procedura "in netto contrasto con i principi della deontologia medica". Così il consiglio nazionale della Fnomceo, "esprime viva preoccupazione e forte dissenso" per il disegno di legge sulla sicurezza che abroga il divieto di denuncia, da parte del medico, degli immigrati irregolari in occasione di prestazioni sanitarie. Il consiglio nazionale dell'ordine mette in guardia: "La possibilità di denuncia creerà percorsi clandestini di cura, sottraendo al controllo della sanità pubblica le patologie diffusive emergenti"

I medici che segnalano gli immigrati irregolari potranno essere sanzionati dagli Ordini professionali di appartenenza per aver violato il Codice deontologico. E' quanto emerge da un documento, votato all'unanimitàdal Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), riunito ieri e oggi a Roma, nel quale si ribadisce nero su bianco il "forte dissenso all'emendamento al Ddl Sicurezza", già passato al Senato, "che abroga il divieto per i medici di denunciare alle autorità gli immigrati irregolari che si rivolgono, per essere curati, alle strutture sanitarie pubbliche". Un documento nel quale i camici bianchi italiani lanciano un appello affinché la Camera dei Deputati non lo approvi.

Non solo. Qualora un medico, non segnalando e dunque non rispettando il contenuto dell'emendamento, dovesse essere sanzionato, "il Consiglio nazionale - si legge nel documento - sarà vicino ai colleghi che dovessero incorrere in procedimenti sanzionatori per aver ottemperato agli obblighi deontologici".
In particolare, nel documento si legge che la procedura di segnalazione "è in netto contrasto con i principi della deontologia medica, espressi in particolare dal giuramento professionale e dall'art. 3 del codice deontologico, che impongono ai medici di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all'etnia, alla religione, al genere, all'ideologia, di mantenere il segreto professionale e di seguire le leggi quando non siano in contrasto con gli scopi della professione".

"Il Consiglio nazionale della Fnomceo, ribadendo che le infrazioni del codice deontologico sono sanzionabili dagli Ordini di appartenenza - prosegue il documento - segnala comunque che la possibilità di denuncia creerà percorsi clandestini di cura, sottraendo al controllo della sanità pubblica le patologie diffusive emergenti che rappresentano un grave pericolo per ogni individuo e per la società tutta e che oggi sono monitorate e controllate".

Il documento prosegue poi con un appello alle Istituzioni: "Il Consiglio nazionale si appella al Parlamento con un fermo richiamo alle superiori esigenze di tutela della salute oltre che agli imprescindibili principi di solidarietà, patrimonio storico della nostra nazione. E sollecita pertanto la Camera dei Deputati a non approvare questo emendamento, contrastante con i principi fondanti del rapporto persona malata e medico, ripristinando quanto previsto dalla normativa precedente. Sollecita infine un'audizione urgente presso le sedi istituzionali competenti, allo scopo di motivare compiutamente la posizione espressa dai medici e dagli odontoiatri italiani".


giovedì 26 febbraio 2009

II Corso di formazione-aggiornamento sulla “salute della popolazione immigrata” rivolto a operatori socio-sanitari.

Milano, marzo-dicembre 2009: II corso di formazione-aggiornamento del Settore Salute Fondazione ISMU 2008 sulla “Salute della popolazione immigrata”, rivolto a operatori socio-sanitari, anno 2009. Calendario: 24 marzo, 21 aprile, 12 maggio, 9 giugno 22 settembre , 13 ottobre, 10 novembre, 1 dicembre 2009 [Programma][Contenuti][Iscrizione. Il modulo va spedito entro e non oltre l’1 marzo 2008]

domenica 22 febbraio 2009

Comunicato stampa del GrIS Alto Adige/Südtirol

Il GrIS è una piattaforma costituita da operatori sociali e sanitari con esperienze e competenze multidisciplinari sensibili al fenomeno immigrazione e alle dinamiche di integrazione socio-sanitarie.

Il GrIS intende diventare una voce autorevole e tecnicamente motivata sulle politiche del settore a difesa dei bisogni e diritti di tutti gli immigrati in Alto Adige, indifferentemente dal loro status giuridico. L’impegno del GrIS si può riassumere nel promuovere accoglienza e prevenzione a vantaggio di tutti, operatori ed utenti.

L’approvazione del Senato della Repubblica del cosiddetto “pacchetto sicurezza” (DDL sicurezza A.S. 733) del Governo, ed in particolare degli emendamenti (prot. 39.305 e 39.306), ci impongono come operatori socio-sanitari una presa di posizione pubblica.

In primis desideriamo informare tutti gli operatori sanitari, che finché il disegno di legge non sarà votato in Parlamento rimane in vigore il divieto di segnalazione!

Ci domandiamo quale sia il vero fine della cancellazione del comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità”.

Crediamo che il nuovo emendamento, che permette discrezionalmente a medici ed infermieri la segnalazione degli immigrati irregolari, abbia fini solamente vessatori. Come conseguenza della legge Bossi-Fini sulle procedure di rinnovo del permesso di soggiorno, il 40 percento dei pazienti negli ambulatori dedicati a migranti irregolari erano regolari e risultano aver perso il diritto al permesso di soggiorno.

Chi come noi lavora a fianco degli immigrati, sa che la maggioranza ha passato una fase di irregolarità, finché è riuscita a costruirsi un progetto migratorio regolare e contribuire a tutti i livelli al benessere della comunità. E che comunque continuano a farlo costretti a svolgere lavoro in nero.

Pertanto respingiamo con forza l’equazione immigrati irregolari uguale a delinquenti, che molti settori della stampa e dei media tentano di rafforzare. Anche l’attuale bombardamento mediatico su stupri e carnefici stranieri intende annebbiare una visione razionale della società civile sulla questione.

Questa legge spingerà verso l'invisibilità una fetta di popolazione straniera e che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria, incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie “parallele”, al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, rischio di aborti clandestini, minori non assistiti) ed avrà ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili non produrrà in nessun ambito maggior sicurezza per il cittadino, al contrario.

L’articolo 32 della costituzione garantisce il diritto alla salute ad ogni persona umana e non soltanto al cittadino.

Lo slogan “siamo medici ed infermieri, non siamo spie” intende chiarire alla popolazione che il segreto professionale costituisce il fondamento del rapporto fiduciario tra medico e paziente. Mai come in questo contesto la parola “libertà” di segnalazione è distorta nelle sue conseguenze. Si tratta di un subdolo tentativo semantico che è in contrasto con il codice deontologico.

Purtroppo anche lo strumento dell’obiezione di coscienza non risolve il danno che la legge ha già creato, perché in primo luogo gli immigrati irregolari non possono sapere chi incontreranno nei presidi sanitari, e in secondo luogo i dati sanitari sono alla mercè di tutti gli operatori sanitari, amministrativi compresi.

Da novembre scorso (quando la Lega propose questo emendamento al ddl sicurezza) ad oggi, il numero di stranieri che si sono rivolti alle strutture pubbliche (ed al pronto soccorso, in particolare), sarebbe calato di oltre il 50%.

Non c’è dubbio, che l’obiettivo su cui punta la Lega è l’effetto annuncio del provvedimento e la sua rappresentazione mediatica.

La discriminazione inizia con sottili differenze e finisce nei CIE (campi di identificazione ed espulsione), all’interno dei quali la società civile non può esercitare nessun controllo sul rispetto dei diritti umani.

Il GrIS si oppone inoltre ad una strumentalizzazione partitica. Non vogliamo che il diritto alla salute diventi un contenzioso tra gli schieramenti, che contengono in entrambi i lati uomini e donne di coscienza. Speriamo però allo stesso tempo che il Governo non speculi sui più deboli ed emarginati a fini populistici.

Come GrIS auspichiamo inoltre, che la giunta provinciale dell'Alto Adige (in analogia alla Regione Emilia Romagna) voti una risoluzione di maggioranza nella quale si invita il Presidente della Giunta ad intervenire nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni per individuare ogni possibile e legittima azione di contrasto alla discriminante, irragionevole e pericolosa modifica introdotta nel cosiddetto ''pacchetto sicurezza'', nel rispetto dei principi di civiltà e di tutela della salute delle comunità sancite dalla Costituzione.

GrIS Alto Adige/Südtirol